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HILL BAROLO 2026, QUANDO IL BAROLO È MEMORIA

La Morra ha celebrato il suo grande vino e ricordato Giorgio Viberti "Ballarin", l'uomo che ha creduto nell'unione dei produttori e nel valore della comunità.


Ci sono eventi che vanno oltre il vino. Eventi che diventano memoria, identità, appartenenza.

Lo scorso fine settimana, il Belvedere di La Morra è tornato a essere il cuore pulsante delle Langhe con una nuova edizione di Hill Barolo, la manifestazione che ogni anno celebra il Barolo e il profondo legame tra un territorio e le persone che lo custodiscono.

L'edizione 2026, però, ha avuto un significato ancora più profondo. È stata l'edizione del ricordo.

L'edizione in cui il paese si è fermato per rendere omaggio a un uomo che, più di molti altri, ha contribuito a costruire l'identità contemporanea di La Morra e della sua Cantina Comunale: Giorgio Viberti, per tutti semplicemente "Ballarin".



Il momento più intenso

Tutto è iniziato venerdì sera nella suggestiva cornice della Chiesa di San Sebastiano, con la presentazione dell'annata 2022 del Barolo dei produttori di La Morra, un'annata che promette già di regalare grandi emozioni agli appassionati e ai collezionisti.

Ma il momento che ha toccato il cuore di tutti è stato il conferimento del Premio Giuseppe Tarditi alla memoria di Giorgio Viberti.

Quando sul palco sono saliti la moglie Rosanna e il figlio Alberto, il riconoscimento è diventato qualcosa di più di una semplice premiazione: è stato l'abbraccio di un'intera comunità a una famiglia e a un uomo che ha lasciato un segno profondo nelle Langhe.

Per molti, Giorgio Viberti non è stato soltanto un produttore di vino o un presidente della Cantina Comunale. È stato un uomo di visione, capace di trasformare idee in progetti, di creare relazioni e di immaginare un futuro condiviso per La Morra.

Durante il suo mandato sono nate iniziative che oggi rappresentano una parte fondamentale dell'identità del territorio, a partire proprio da Hill Barolo e dal Premio Giuseppe Tarditi.


La Cantina Comunale si è confermata, ancora una volta, il simbolo dell'unione dei produttori di La Morra, una casa comune capace di riunire generazioni, idee e vini sotto un'unica identità territoriale. Un'eredità preziosa, costruita nel tempo anche grazie al lavoro e alla visione di Giorgio Viberti, che ha sempre creduto nella forza del fare squadra e nel valore di una comunità unita attorno al proprio Barolo.

Una notte di Barolo e di emozioni

Quando il sole è tramontato sulle colline patrimonio UNESCO, il Belvedere di La Morra si è trasformato ancora una volta in uno dei luoghi più affascinanti dell'estate enologica italiana.

Calici di Barolo, musica, sapori del territorio e centinaia di persone hanno riempito la piazza più iconica delle Langhe, in una serata capace di unire la leggerezza della festa alla profondità del ricordo.

Protagonisti assoluti sono stati i vini dei produttori associati alla Cantina Comunale, affiancati quest'anno dalle etichette dell'Alsazia, ospite d'onore dell'edizione 2026, in un ideale dialogo tra due grandi territori del vino europeo.

Tra i banchi d'assaggio, nei brindisi e nelle conversazioni che si sono protratte fino a tarda sera, si respirava qualcosa che andava oltre il semplice piacere del vino: la consapevolezza di appartenere a una comunità che, pur guardando al futuro, non dimentica le persone che ne hanno scritto la storia.


Il vino come eredità

Hill Barolo si è conclusa il giorno successivo con la masterclass dedicata ai grandi vini alsaziani, ma il vero lascito di questa edizione resterà probabilmente un altro.

La consapevolezza che il vino non è soltanto un prodotto.

È memoria.

È identità.


È la capacità di creare legami destinati a durare nel tempo.

E, per una sera, a La Morra, il Barolo è diventato il modo più autentico per dire grazie a un uomo che ha saputo unire un territorio attorno ai suoi valori più profondi.

Perché alcune persone se ne vanno, ma continuano a vivere nei luoghi che hanno contribuito a costruire.


E tra le colline di La Morra, il ricordo di Giorgio Viberti "Ballarin" continuerà ancora a lungo a camminare accanto ai suoi produttori, ai suoi vini e alla sua amata Cantina Comunale.

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