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Serralunga Day, quando un territorio sceglie di confrontarsi sul proprio vino

4 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

a cura di Marianna Natale.


Serralunga d'Alba - C’è qualcosa di particolarmente virtuoso nel modo in cui i produttori di Barolo del Comune di Serralunga d’Alba hanno scelto, ormai da cinque anni, di fermarsi insieme a commentare il vino che hanno prodotto. Non per celebrarlo semplicemente, ma per interrogarsi e confrontarsi. E soprattutto per farlo davanti a chi quel vino lo dovrà leggere, raccontare, valutare, spesso acquistare: giornalisti italiani e internazionali, Master of Wine, sommelier, professionisti del settore.



Il Serralunga Day, arrivato lunedì 14 settembre alla quinta edizione, è nato nel 2021 e ha avuto il merito, edizione dopo edizione, di trasformare la presentazione di un’annata in qualcosa di più articolato: un esercizio collettivo di lettura del territorio. È una scelta tutt’altro che scontata. Perché significa accettare il confronto, mettere le proprie interpretazioni una accanto all’altra, ascoltare punti di vista esterni e tornare ogni anno a chiedersi che cosa sia, in quel preciso momento, il Barolo di Serralunga.



La cornice del Villaggio Narrante di Fontanafredda ha accolto così una giornata costruita intorno all’anteprima del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2023, ma soprattutto intorno alla volontà di comprenderne la voce, il carattere, le direzioni.



Il tempo come misura della sostenibilità

Non è un caso che la giornata si sia aperta con una riflessione sulla storia e sulla dimensione etica di Serralunga d’Alba e delle Langhe, affidata a Luca Martinotti, vicepresidente di Slow Food Italia, e a Paolo Tibaldi, coautore con Carlo Petrini di Vite di Langa.



Ed è proprio a partire dal pensiero di Petrini che emerge una suggestione particolarmente interessante. La parola inglese sustainability deriva da sustain, termine che in ambito musicale indica il pedale di risonanza capace di prolungare il suono di una nota, permettendole di propagarsi nel tempo.

Una metafora che restituisce bene una delle idee centrali della sostenibilità secondo Petrini: non basta che una pratica sia virtuosa nel presente; deve essere capace di durare, lasciare un’eco e arrivare al futuro.

Applicata al vino, è una prospettiva particolarmente potente. Perché un territorio vitivinicolo è, per sua stessa natura, un esercizio di continuità: ciò che si fa oggi si deposita nelle vigne, nel paesaggio, nelle competenze e nelle generazioni che verranno. E il Serralunga Day, in fondo, parla proprio di questo: di come un territorio possa interrogarsi sul proprio presente senza perdere di vista ciò che vuole diventare.

E qui il tema del tempo torna inevitabilmente nel bicchiere.



Il 2023: la difficoltà che diventa energia

Il clima del 2023 non è stato semplice da gestire. Una primavera segnata da piogge intense e talvolta rischiose, un’estate caratterizzata da fasi calde e un finale di stagione luminoso e fresco hanno richiesto attenzione, sensibilità e capacità di adattamento in vigna.

Eppure è proprio qui che il racconto dell’annata si fa interessante. Perché nel bicchiere le difficoltà non arrivano sotto forma di pesantezza o di squilibrio, ma sembrano sciogliersi in una trama più dinamica, dove la tensione diventa energia e la materia trova equilibrio, sostenuta dalla caratteristica sapidità.

È questo, forse, il primo elemento che colpisce del Serralunga 2023: la capacità di essere strutturato senza essere muscolare, autorevole senza cercare l’opulenza. Una cifra che appartiene profondamente al territorio.


La struttura è precisa, sostenuta da una bella succosità e da tannini materici, croccanti, mentre il sorso mantiene fluidità e piacevolezza. Anche il profilo aromatico sembra chiedere tempo: rosa, viola e cipria, ma anche buccia d’arancia, mandarino, tamarindo, erbe officinali e sfumature più carnose. Un insieme sfaccettato, nel quale emergono le differenze tra microclimi, suoli e, sicuramente, diverse sensibilità produttive.


Non tutti i vini sono allo stesso punto del loro percorso. Alcuni stanno virando verso uno stile più apertamente espressivo e goloso, nella pienezza dei profumi e nel nitore del frutto (Fontanafredda, Palladino, Pico Maccario, Garesio). Alcune interpretazioni richiedono pazienza. Ma molti mostrano già una notevole energia e una piacevolezza di beva che non va a discapito della profondità, lasciando intravedere una capacità di evoluzione importante.


Se dovessimo sintetizzarlo in poche parole, il 2023 di Serralunga sembra parlare di energia, ritmo, tensione sapida e godibilità. Un'annata capace di regalare qualcosa già oggi, senza per questo esaurire, brunciandola, la promessa del tempo.



Leggere il vino, leggere il territorio

Il momento centrale della giornata è stato proprio quello dedicato alla degustazione alla cieca dell’annata 2023, guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli, insieme ad Andrea Lonardi e alla scrittrice e critica canadese Michaela Morris.

Un confronto internazionale che ha portato alla costruzione del tradizionale ritratto dell’annata: non una scheda tecnica, ma una sintesi condivisa attraverso cui provare a mettere a fuoco l’identità del millesimo.


Intervista a Gabriele Gorelli sull'anteprima del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2023.

a cura di Laura Norese





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