Trent'anni di Verduno Pelaverga DOC: una conferenza tra storia e caratteri identitari
- Marianna Natale
- 5 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Martedì 9 settembre, alle 15:00, le Antiche Cantine del Municipio di Verduno ospiteranno la conferenza “30 anni Verduno Pelaverga DOC”, un appuntamento che unisce memoria, approfondimento tecnico e cultura enologica.
L’incontro, moderato da Sandro Minella – sommelier, formatore e narratore del gusto – vedrà la partecipazione Renata Salvano, già sindaco di Verduno, ripercorrerà la storia e l’attribuzione della DOC, il giornalista Giancarlo Montaldo analizzerà lo sviluppo della produzione, e Maurizio Petrozziello, chimico farmaceutico e ricercatore presso il CREA-VE di Asti, guiderà il pubblico alla scoperta degli aromi speziati che rendono unico questo vino.

Uno dei momenti più significativi sarà la consegna del riconoscimento di Araldo del Verduno Pelaverga DOC a Ian D’Agata, tra i massimi esperti internazionali di vitigni autoctoni e grande conoscitore del Pelaverga. Nel corso della conferenza verrà inoltre svelata l’etichetta d’autore del trentennale, firmata dall’artista Elisabetta Buglioni di Monale.
Una storia di squadra
Il percorso che ha portato al riconoscimento della DOC nel 1995 è frutto di un lavoro collettivo che affonda le radici negli anni ’70. Fu allora che il Castello di Verduno impiantò nuovi vigneti di pelaverga piccolo, dando il via a un movimento seguito da altre aziende storiche. Negli anni Ottanta nacque il nucleo dell’associazione dei produttori, poi formalizzata nel 2000, con il sostegno del Comune, delle università e di istituti di ricerca.
Il primo Verduno Pelaverga DOC, imbottigliato con fascetta e un’etichetta d’artista realizzata da Henri Spaeti, rappresentò non il traguardo di una singola azienda ma il risultato di una comunità intera.

Il carattere del Verduno Pelaverga DOC
Il disciplinare del 1995, aggiornato negli anni successivi, identifica un piccolo ma prezioso areale che comprende Verduno e parte dei territori di Roddi e La Morra. Si tratta di un rosso fermo e secco, ottenuto per almeno l’85% da uve di pelaverga piccolo, ma quasi sempre vinificato in purezza. È un vino che si distingue per i profumi speziati e la capacità di raccontare, calice dopo calice, l’identità di un territorio.
Il trentennale diventa così occasione per celebrare non solo un vino, ma una comunità che ha saputo credere nella propria vocazione e trasformarla in eccellenza riconosciuta a livello internazionale.



